Storia di Bosa

La storia di Bosa risale all’antichità. Il territorio è stato abitato fin dalla preistoria e ancora oggi conserva tracce di varie civiltà antiche. Si ritiene che Bosa sia stata fondata dai Fenici. La tesi è supportata da un’iscrizione del IX secolo a.C., oggi perduta, che menziona per la prima volta il nome “Bs’n” in riferimento alla popolazione che abitava il territorio. Secondo una leggenda, Bosa sarebbe stata fondata da Calmedia, moglie o figlia di Sardus Pater (padre sardo), eroe mitologico dei nuragici sardi, ritenuto figlio di Eracle. Calmedia, incantata dalla bellezza della regione, decise di fondarvi una città.

Dopo i Fenici, la zona di Bosa passò sotto il governo dei Romani. In epoca medievale, il territorio divenne proprietà della nobile famiglia dei Malaspina, che nel 1112 eresse il castello di Bosa sul colle Serravalle. In seguito il paese passò tra gli Arborea e la Casa d’Aragona. Nel 1499 il re Ferdinando II d’Aragona conferì a Bosa lo status di città reale. Da allora la città cominciò a crescere e a svilupparsi. Nella seconda metà del XIX secolo Bosa vide un rapido sviluppo dell’industria conciaria e divenne ben presto il più importante centro di lavorazione del cuoio della Sardegna. Contemporaneamente la città subì una trasformazione urbanistica, con la costruzione di un acquedotto, di una fognatura, di un porto e di un nuovo ponte, oggi conosciuto come “Il Ponte Vecchio”. Grazie alla modesta crescita demografica nel corso dei secoli, Bosa ha mantenuto la sua struttura e il suo carattere originario fino ai nostri giorni.